Francesca De Fazi

TOLFA JAZZ 2014

“Tolfa Jazz All Stars” è l’ensemble composto da alcuni degli artisti che hanno partecipato alle passate edizioni del Tolfa Jazz, o che parteciperanno alla prossima, dal 18 al 20 luglio 2014: Fabrizio Bosso, Michael Rosen, Stefano Di Battista, Marcello Rosa, Paolo Tombolesi, Francesca De Fazi.
Insieme hanno registrato l’album “Walking Down Tolfa Streets”, una dedica di Marcello Rosa alla Città di Tolfa!

18/07/14 FRANCESCA DE FAZI GYPSY BLUES BAND LIVE @ TOLFA JAZZ FEST

tolfajazz

Back in San Remo! 30/05/14

Live in Via Corradi San Remo
feat Federico Fugassa bass
Dede Dell’Amico drums
+ special guest

carriere

photo by Lello Carriere

sanremo

“Le Signore della Musica” 25 maggio Bologna

25mag

feat Massimo Benassi guitar
Andrea Taravelli bass

Shopvillee Garn Reno
Via Marilyn Monroe 2 – 40033 Casalecchio di Reno Bologna
h 17.30

FDF no pro trio @ The Other Place

nopro3io

ROMAN BLUES WOMAN official video

ROMAN BLUES WOMAN official video NOW on Youtube!!

ROMAN BLUES WOMAN Video on line 7th May!!

In collaborazione con Mixapp di Alessandro Parenti e VDV produzioni e le “Freak Damas” Video, abbiamo finalmente realizzato il Video clip di Roman Blues Woman, canzone estratta dall’ultimo album di FDF, per presentare l’originalissima chitarra doppio manico, “Rachele”, la prima Ukutele al mondo!
Ringraziamenti rimandati alla pubblicazione!

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Ecco “Rachele”, la prima Ukutele al mondo!

Nasce “RACHELE” l’UKUTELE Francesca De Fazi signature

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Questa chitarra nasce da una scommessa del sornione ma efficiente ed estroso liutaio Valerio Antonelli Handwood Guitars con Francesca De Fazi, che appariva su di un blog

di Facebook in una foto con la sua Epiphone Casino e sopra appoggiato un Ukulele, la battuta fu che dietro tutto quell’armamentario lei quasi scompariva e lei rispose “me la costruisci tu allora una doppio manico Ukutele”?

E il bravo Valerio si è messo al lavoro e dopo 9 mesi di gestazione nasce “Rachele”, la prima Ukutele al mondo!

Uno strumento che va un po’ al di fuori di tutto ciò che si è visto fin’ora in ambito di chitarre elettriche doppiomanico, per esempio le 6 e 12 corde o la 6 corde con il mandolino.

Telecaster accoppiato con un ukulele è il primo prototipo globale!

La particolarità dello strumento inoltre risiede nel fatto che l’ukulele è acustico e non elettrico, modello che risulta avere per lo più un suono falsato.

La sfida è stata costruire uno strumento che doveva corrispondere a certi requisiti: innanzi tutto leggero, perchè la doppio manico tende ad essere più pesante, infatti la parte centrale delle tele ha un troncone di legno pieno.

Body in alder, che si usa principalmente per le Stratocaster, top in acero marezzato, mantenuto una proporzione ristretta rispetto ad una doppio manico normale, mantenendo il profilo Telecaster nella parte inferiore e il profilo ukulele nella parte superiore, con una larghezza minore per consintere una maggior comodità; in tutto pesa 3 kg e 300 gr, molto maneggevole.

Il manico inferiore è in acero con tastiera in paoferro, il manico corto superiore è in acero e bubinga con tastiera in wengè.

I tasti “Tele” sono Narrow, capotasti in avorio vegetale meccaniche vintage tipo fender superiori e meccaniche grover per l’ukulele

Nella paletta è presente copri truss rod con logo in avorio vegetale “peace and love” disegnato a mano da Francesca ed il logo Handowood con la scritta Ukutele e la firma FDF, nonché fregio FDF sul top

il ponte dell’ukulele è ponte in bubinga, e anche la cornicetta del pick up tele con sellette in ottone.

Parte elettronica: per amplificare l’ukulele è stato inserito un piezo Baggs Five O, con pre intercalato e ricondotto a due uscite jack.

L’uscita jack superiore è collegata ai potenziometri con un selettore per entrambi i manici, per avere la possibilità di usare lo strumento con un’unico cavo, quindi non sono mai attivi contemporaneamente.

L’entrata jack inferiorie serve per utizzare esclusivamente il piezo dell’ukulele, e può essere collegato direttamente all’impianto.

In questa modalità i segnali vengono separati e possono essere utilizzati contemporaneamente.

Sul retro è presente un tassello in bubinga per rinforzare la parte sottostante alle boccole delle corde, e delle aperture per la manutenzione dei pick up e cambio batterie.

NO MORE BLUE BAND

Roberto Ciotti per ognuno di noi in modo diverso è stato un punto di riferimento sia nella musica, che nell’amicizia, così insieme ci siamo dati una possibilità per farlo rivivere grazie alla condivisione dei nostri ricordi e della sua musica.

NO MORE BLUE BAND
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Francesca De Fazi vox guitar
Umberto Barbuto Vox Guitar
Eric Daniel sax, flute
Andrea Pagani piano. keys
Elio Buselli bass
Valter Detond drums

“Finale senza bis”, per Roberto Ciotti

merob

Ricordo quell’ ultima telefonata che mi ha fatto prima del ricovero in ospedale, da dove poi non è praticamente più uscito…ho riso così tanto, da lacrime!.. non potevo immaginare che di lì a poco me ne avrebbe fatte versare altrettante, suo malgrado.
“Ah Francè, il dottore mi ha dato un altra pillola, e mo’ c’è quella pe’ magnà, quella pe’ digerì, quella pe’.. annà di corpo, quella pe’ questo, quella pe’ quell’altro… e io gli rispondo: ma dai Roby che ti importa tanto noi abbiamo il Rock n roll!!..(ricordandomi di quanto si divertiva quelle volte che mi aveva accompagnato un “dobro remake” di rock n roll dei Led Zeppelin )
e lui : “sè! mo ce vole pure la pillola per il rock n roll!”

Mi raccontava tante cose, si lamentava di come la scena musicale romana lo avesse deluso, si parlava di qualcosa di nuovo da inventare, per smuovere le acque del Tevere, o un nuovo pretesto per viaggiare ed esportare il Blues made in Italy.
Lui stava lavorando ad un progetto che lo entusiasmava molto, con dei musicisti senegalesi, aveva registrato tutti i provini ed era pronto a partire per il nuovo album, quando poi qualcosa è cominciato ad andare storto…
la vita è così, quando meno te lo aspetti arriva qualcuno e ti chiama il finale, prima che tu abbia suonato il tuo pezzo preferito, che lasci sempre in fondo alla scaletta… beati quelli ai quale resta l’opportunità di fare il bis!
O forse no…
Avrebbe voluto un figlio, avrebbe mangiato di meno.. avrebbe dedicato più tempo alla moglie, la dolcissima Adriana, il suo “Black Angel” che non l’ha lasciato un attimo fino all’ultimo.
In quanto a me, avrebbe continuato a spronarmi a fare meglio, a concentrarmi sulla qualità e non sulla quantità, a lavorare sul dettaglio, a restare concentrata sulla musica, sul blues come concetto, come punto di partenza, e sulle idee, sempre.
A seguire c’è quello che ho scritto a caldo, quella mattina dell’ultimo dell’anno..
“Suoni a capodanno” mi chiedeva, anni fa
“Quest’anno no, e tu?”
“mah, a capodanno è difficile che suono, non mi pagano abbastanza e poi la mia non è musica per fa’ casino.”
Ben detto Roby, sei uscito di scena come i grandi sanno fare, prima dello scontato bis, prima dei botti deliranti, hai lasciato il pubblico con la voglia di chiederne di più.

31/12/13
ll blues non è musica per piangere, è esattamente l’opposto, é trasformare la rabbia in energia positiva , che ti arriva dritta allo stomaco senza falsi filtri sentimentali… Lui era così, semplice, il nostro Roberto , un fratello di blues, un punto di riferimento , una guida, un maestro, per me un porto sicuro dove potevo tornare ogni volta che non avevo voglia di continuare, avevo bisogno di una ricarica per non mollare… E ora non posso far altro che cantare per te, per non piangere, come sempre …
Grazie Robe’. Love you.

FDF NO PRO BAND @ RADIO ROCK

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