Francesca De Fazi

ROMAN BLUES WOMAN & GYPSY BAND

UN ALBUM ISPIRATO A NEW ORLEANS

“Mi trovo davanti al Mississippi river e mi sembra di averlo già attraversato mille volte nei miei giri di blues!”
Ma non puoi conoscere il “Louisiana sound” finchè non vai là e non lo senti penetrarti nelle viscere!
New Orleans è capitata in un momento della mia vita molto particolare, di forti cambiamenti, di rotture e legami spezzati, la morte di mio padre. Stavo attraversando un periodo buio, di forti dubbi relativi alla mia carriera…
Ma la magia della Louisiana ha fatto sì che io mi rinnamorassi della musica ed è per questo che ho sentito il bisogno di immortalare subito tutta l’energia ricavata dalla mia esperienza, che mi ha rigenerata, e mi ha dato la forza di rimettermi in gioco.
cover_gipsy_band

New Orleans è la culla del, jazz, del funk, del blues… essenzialmente della black music, che è il sound che ha conquistato tutto il mondo. E’ la terra dove tutto ha avuto inizio, è l’incontro di tutte le culture, la cui storia riflette le battaglie per l’eguaglianza sociale e razziale tra i bianchi e i neri d’America.
La musica non ha fatto altro che unire la gente, le diverse etnie, con il gustoso risultato di una “jambalaya” di suoni dove c’è tutto dentro!
Le superstizioni e i riti voodoo trovano campo fertile in una terra che ha vissuto traumi e calamità di ogni sorta: le colonizzazioni, prima spagnola e poi francese, guerre civili, rivoluzioni, epidemie e uragani.
Dicono che la città sia affollata di fantasmi, Halloween è più atteso del Natale e le sacerdotesse voodoo praticano liberamente le loro arti, la superstizione fa parte della vita come le grandi distese acquitrinose e i gamberetti di acqua dolce.
Non è un caso che nello spirito stravagante della sua popolazione l’esuberanza e l’entusiasmo prendano il sopravvento su paura e pregiudizio.Non si fanno distinzioni di generi musicali così come non se fanno sul colore della pelle.
I dipinti dell’ Outside Art, le Second Line Pardes, i Mardi Gras Indinas, le Brass Band, incantatori, cartomanti, trombettisti, guru, blues man and child, sono a perdita d’occhio e di controllo.
Big mamas come Luna Nere che oscurano il sole e ti fanno piacevolmente ombra quando le incontri.
P1020211
Nonostante la mia frenesia di far funzionare la mappa gps sull’iphone, mi rendo conto che è impossibile sbagliarsi con l’orientamento, perchè ogni molecola del mio corpo è fatalmente attratta nelle mitiche strade del quartiere francese e quando mi trovo a Jackson Square, dove si sta celebrando un Jazz Funeral rimango letteralmente estasiata: I funerali sono vere e proprie celebrazioni di fine della vita, i suoni delle trombe e la mimica del front man nella parata sembrano inni di vittoria , il raggiungimento di un traguardo.
La morte da queste parti fa veramente parte della vita.
Una moltitudine di colori, suoni, magia, ironia, ricca povertà sovrasta letteralmente i miei sensi… Fotografo, guardo annuso sorrido ai passanti di qualsiasi pelle e provenienza e ristabilizzo la mia (in) coscienza per raccontare un’ avventura che per me è in fondo una resa dei conti: sono sopravvissuta, come loro, non sono morta di overdose, non sono stata in prigione, non mi sono sposata sei volte, ma non ho mai perso occasione di lanciarmi e lacerarmi l’anima dentro un blues. E la chitarra è sempre stata la mia arma e il mio rifugio.
Ogni canzone che scelgo di interpretare ha sempre a che fare con la mia vita. Canto per mia madre che ho perso quando avevo 8 anni, canto per mio padre, che mi ha incoraggiata fino all’ultimo, anche se avrebbe preferito che nella mia vita avessi fatto scelte più concrete per evitare forse cocenti delusioni.
Ma il successo a volte non può salvarti dall’autodistruzione… e come Billy Holiday o Bessie Smith, o Etta James o Janis Joplin, so che continuerò forse a sentirmi tormentata da questa musica che non ho mai lasciato e sempre amato, più di qualsiasi boyfriend. In fondo mi sono guadagnata il diritto di cantare il blues!
E in questo album credo di aver catturato tutta l’euforia, di cantare da un luogo molto speciale, riscoperto dentro di me, grazie a New Orleans!

Francesca De Fazi