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Francesca De Fazi è una musicista romana e nelle sue vene scorre puro Blues. Un Blues che, incontrando la tradizione dello stornello romano, diventa qualcosa di unico: il “Trust-ever Blues”, come lei stessa lo definisce. Da ragazza, insieme alla sorella, vive un episodio che definire cinematografico è poco: ritrovano l’agenda personale di Paul McCartney, che per loro diventa una preziosa fonte di ispirazione. Fino al 2003, quando le due sorelle hanno l’incredibile occasione di restituirgliela dopo un suo concerto. Sul nostro palco, porta una personale rivisitazione in chiave Blues di “Ticket to ride” dei Beatles

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Il primo impatto arriva con la Blind Audition, dove De Fazi sceglie “Ticket to Ride” dei Beatles, presentata in una inedita rilettura blues, lontana dall’originale pop-rock. Una scelta non casuale, che mette insieme due elementi centrali del suo immaginario: l’amore per i Beatles e quello per il blues. Una contaminazione che convince la giuria e conquista la fiducia della coach Loredana Bertè, che decide di portarla avanti nel programma.

Durante la semifinale, Francesca De Fazi affronta un terreno ancora più esigente scegliendo Janis Joplin, con “Piece of My Heart”. Una prova intensa, che conferma non solo il coraggio artistico, ma anche una forte tenuta agonistica musicale, necessaria per confrontarsi con un repertorio iconico e vocalmente impegnativo. La performance le consente di accedere alla finale.

Nel corso del programma, la regia sceglie di raccontare anche il retroterra umano e familiare dell’artista, attraverso una clip di presentazione che mette in luce il rapporto con la sorella Bianca, anch’essa cantante. Le due sono coautrici del libro “Da Abbey Road al Colosseo” (Castelvecchi), un progetto narrativo e culturale che intreccia musica, memoria e sorellanza, e che ha colpito la redazione del programma come parte integrante del percorso artistico di Francesca.

Respect di Aretha Franklin è l’ultima sfida aperta per la finale in diretta con il televoto.

La performance si distingue per una forte componente scenica e coreografica: sul palco un gruppo di ballerini sviluppa movimenti precisi e sinuosi inseriti in una scenografia ispirata alle allusioni visive del genio di Escher , che diventa base narrativa e visiva dell’esibizione.

L’interpretazione, intensa e personale, conferma la cifra stilistica dell’artista: una lettura rock, libera e non imitativa, sostenuta da una presenza scenica potente e da un’estetica che richiama una vera e propria Queen of Soul. La coach si mostra entusiasta, sottolineando ancora una volta la libertà artistica di De Fazi, capace di adattare ogni brano al proprio stile e alla propria voce.

Pur non rientrando tra i quattro finalisti – in un contesto che privilegia prevalentemente la canzone italiana – Francesca De Fazi chiude il suo percorso a The Voice Senior lasciando un segno netto: quello di un’artista autonoma, non allineata, che ha portato sul palco della televisione generalista un blues autentico, senza compromessi.

Un’esperienza che non segna un cambio di direzione, ma una conferma: la musica suonata, anche quando arriva in prima serata, può restare fedele a se stessa.

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